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OSSERVATORIO · 22 novembre 2025

Rimini, studenti stem: 4 su 5 sono uomini. i dati emersi nell’incontro “Pink Stem, orientare alla parità”

A Rimini, il talk Pink STEM ha messo a confronto dati e proposte per favorire una maggiore presenza femminile nelle discipline scientifiche.

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Si è tenuto, con grande successo e con numerosi dati di rilievo emersi, il talk “PINK STEM: orientare alla parità”, promosso dal Polo Italiano Formazione Lavoro, da FAAD Network e dal Polo La Dotta di Rimini, presso il quale si è svolto l’evento.

L’iniziativa ha avuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Rimini e di Confindustria Romagna, in collaborazione con STEAMiamoci e con il media partner Today. Un appuntamento che ha riunito il mondo della formazione, le imprese e le istituzioni per affrontare uno dei divari più persistenti nel sistema educativo italiano: la scarsa presenza femminile nei percorsi scientifici e tecnologici.

Il dato emerso con maggiore forza dai dati dell’Osservatorio del Polo Italiano Formazione al Lavoro è netto: nei corsi STEM quattro studenti su cinque sono uomini. Le donne, pur rappresentando la maggioranza assoluta della popolazione universitaria, costituiscono appena il 20% degli iscritti ai percorsi scientifici. Una forbice che non riguarda il talento, ma i condizionamenti culturali che ancora oggi orientano le scelte formative.

Il talk si è aperto con gli interventi istituzionali di Francesco Genovese, Presidente del Polo Italiano Formazione Lavoro, ed Emma Salerno, Responsabile del Polo La Dotta, che hanno sottolineato il ruolo dell’orientamento come leva strategica per ampliare le opportunità delle giovani donne e favorire un riequilibrio nei settori a più alto impatto tecnologico.

«Pink Stem nasce come tappa di un progetto nazionale che porta il Polo Italiano a lavorare sul divario nelle discipline scientifiche. Dai nostri dati, su circa 20 mila studenti analizzati, le donne sono il 60% degli iscritti, ma solo una su cinque sceglie percorsi STEM. Per colmare questo gap servono un orientamento capillare e un’alleanza forte con le imprese, luoghi sempre più centrali della formazione pratica» ha dichiarato Francesco Genovese, Presidente del Polo Italiano Formazione Lavoro.

«È fondamentale evidenziare la scarsa partecipazione femminile nei percorsi STEM – ha sottolineato Emma Salerno, Responsabile del Polo La Dotta. – Le scelte formative sono anche scelte di identità: una ragazza che sceglie un percorso scientifico affronta aspettative, condizionamenti e stereotipi provenienti da famiglia e scuola. Il nostro impegno è sfatare miti, proporre modelli femminili e offrire strumenti concreti per scegliere con sicurezza e ambizione.»

«Il vero cambiamento nelle STEM passa anche dalle politiche regionali – ha dichiarato in seguito Alice Parma, Consigliera regionale dell’Emilia-Romagna. – Nella nostra regione, grazie ai fondi europei, sosteniamo progetti che promuovono formazione, orientamento e inclusione femminile. Il coraggio è donna: incoraggiare le ragazze significa aprire loro strade verso il futuro.»

Nel corso dell’incontro, il Direttore Generale di Sole 24 Ore Formazione, Fulvio Peppucci, ha richiamato l’esigenza di una filiera educativa più integrata, capace di collegare scuole, università e imprese: «Nei nostri percorsi più vicini alle STEM – dalla data science alla cyber security – le donne rappresentano oggi il 40% dei partecipanti. È la prova che, quando creiamo le condizioni giuste, le giovani talentuose scelgono e costruiscono il loro futuro nell’innovazione.»

Le istituzioni territoriali hanno ricordato come l’innovazione romagnola, basata su manifattura avanzata, tecnologia e creatività, possa crescere soltanto con un maggiore contributo femminile. In questa direzione si sono mosse le riflessioni di Alessia Valducci per Confindustria Romagna e di Anna Carmassi, Presidente di STEAMiamoci, da anni impegnata nel contrasto agli stereotipi che allontanano le ragazze dalle carriere scientifiche.

«Promuovere la presenza femminile nelle STEM non è solo una questione di parità, ma di competitività per le imprese – spiega Valducci. – Le donne portano creatività, leadership e capacità di problem solving. Le aziende inclusive sono molto più forti. Iniziative come Pink STEM creano ponti concreti tra formazione e mondo del lavoro.»

«Il nome della nostra associazione, STEAMiamoci, nasce dall’idea che le ragazze devono stimarsi e credere nelle proprie capacità – ha dichiarato Carmassi. – Il nostro punto di forza sono progetti concreti che accompagnano e supportano le studentesse nel percorso formativo e nelle carriere STEM, trasformando le aspirazioni in opportunità reali.»

Il panel dedicato alle Storie STEM ha visto anche il contributo di Sara Costantini, Managing Director CRIF UK & Irlanda, e di Alessandra Benedetti, Head of Digital Transformation and Business Remodeling di SCM Group. A seguire, gli interventi dei docenti universitari: la Prof.ssa Valentina Grion, docente di Pedagogia Sperimentale all’Università Pegaso; la Prof.ssa Barbara Martini, docente di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso Universitas Mercatorum; e la Prof.ssa Veronica Ghiglieri, docente di Fisiologia all’Università San Raffaele di Roma. Infine, a offrire una testimonianza diretta è stata Claudia Masini di CNA.fo.er, in qualità di referente del mondo della scuola. Presente anche l’Associazione Rete Donna di Rimini.

Il tema dell’evento si è intrecciato con la settimana che precede la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un collegamento non solo simbolico: la violenza può essere culturale, invisibile, fatta di aspettative sociali che limitano le scelte e restringono gli orizzonti professionali. Contrastarla significa anche contrastare gli stereotipi che frenano l’ingresso delle donne nei settori tecnologici.