Francesco Genovese: “Più inclusione e nuove opportunità con il digitale”
Dall’Osservatorio del Polo Italiano Formazione Lavoro emerge un dato chiaro: nelle università digitali le donne rappresentano la maggioranza degli iscritti. Un segnale che parla di inclusione, flessibilità e nuove opportunità professionali offerte dalla formazione universitaria online, oggi sempre più capace di adattarsi ai tempi di vita e di lavoro di migliaia di studentesse italiane.
Secondo i dati dell’Osservatorio, elaborati su un campione di 3.669 studenti del coordinamento poli FAAD, il 55,3% degli iscritti è donna. Il dato è in crescita rispetto all’anno accademico 2023-2024, quando la presenza femminile si attestava al 53,7%. Numeri che raccontano un vero cambio di paradigma: l’università telematica non è più percepita come una seconda scelta, ma come uno strumento strategico di crescita personale e professionale.
L’analisi della presenza femminile per aree disciplinari evidenzia scelte coerenti con le dinamiche del mercato del lavoro e con le aspirazioni personali. L’area Formazione – Educazione – Psicologia raccoglie il 33,7% delle iscritte (31% nel 2023-2024), confermandosi il principale ambito di interesse. Seguono l’area Giuridico – Economico – Politico-sociale con il 23,9% (25,7%) e il settore Sport – Scienze motorie – Salute con il 21,9% (22,1%). Le Lingue – Comunicazione – Lettere rappresentano il 16% (15,2%), mentre le discipline STEM si attestano al 3,7% (5,1%) e Arte – Design – Turismo allo 0,9%, dato stabile rispetto all’anno precedente.
Il quadro mostra una crescita dell’area educativa e delle discipline umanistiche, mentre resta contenuta la presenza femminile nelle STEM, segno che il divario di genere nelle materie scientifiche, sebbene in evoluzione, non è ancora colmato nemmeno nell’ambiente digitale.
Un altro elemento significativo riguarda le fasce anagrafiche. Solo il 9% delle iscritte ha tra i 17 e i 21 anni (9,1% nel 2023-2024), mentre il 26,2% rientra nella fascia 22-26 anni (23,8%), in aumento rispetto all’anno precedente. La quota più consistente resta quella delle studentesse tra i 27 e i 36 anni, che rappresentano il 35,5% (36,2%). Seguono le fasce 37-45 anni con il 18,5% (19,6%), 46-55 anni con l’8,4% (10,3%) e infine le over 56 con l’1,1% (1%). I dati confermano come l’università digitale venga scelta soprattutto in età adulta, spesso dopo una prima esperienza lavorativa o in presenza di responsabilità familiari.
La distribuzione geografica evidenzia infine un dato di grande rilievo sociale: il 57,28% delle iscritte proviene dal Sud Italia (56,35% nel 2023-2024), contro il 26,88% del Nord (27,21%) e il 15,84% del Centro (16,44%). Il digitale si conferma così uno strumento di riequilibrio territoriale, capace di superare barriere logistiche e infrastrutturali e di garantire accesso alla formazione universitaria anche in contesti dove l’offerta in presenza è più limitata.
Le dichiarazioni di Francesco Genovese
“I dati dell’Osservatorio dimostrano che le università digitali stanno diventando un vero ascensore sociale per le donne”, dichiara il presidente del Polo Italiano Formazione Lavoro, Francesco Genovese. “La flessibilità dei percorsi formativi permette a migliaia di studentesse di rimettersi in gioco, completare un percorso interrotto o specializzarsi e conciliare tutti i propri impegni di vita e lavoro. È una rivoluzione silenziosa ma concreta”.




